Cartelle esattoriali: l’estratto di ruolo è prova?

 

 

Se il contribuente non riceve la cartella esattoriale, l’estratto di ruolo non è prova della notifica, ma dimostra comunque l’entità e la natura del debito azionato da Agenzia Entrate Riscossione.

Ti è stato consegnato dal postino un preavviso di ipoteca da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione. In verità, la lettera fa riferimento a delle cartelle esattoriali che non ricordi di aver mai ricevuto. Hai controllato tra i cassetti e nell’archivio ma non c’è alcuna traccia di esse. Del resto guardi tutti i giorni nella buca delle lettere e quantomeno avresti dovuto trovare un avviso di giacenza della raccomandata. Peraltro, se avessi ricevuto un atto così importante ne avresti di certo parlato con il tuo avvocato, cosa che invece non è avvenuta. Convinto di poter impugnare l’atto, decidi prima di chiedere un estratto di ruolo all’agente della riscossione per verificare se davvero le cose stanno per come ti sembrano. E invece, dal copioso elenco cartaceo che ti è stato consegnato allo sportello, alcune cartelle risultano regolarmente notificate. Chi ha ragione? In caso di cartelle esattoriali mai notificate, l’estratto di ruolo è prova? Sentiamo cosa dice la giurisprudenza a riguardo che, sul punto, ha registrato una nuova presa di posizione da parte della Cassazione con una ordinanza pubblicata ieri .

Indice

  • 1 Cos’è e a che serve l’estratto di ruolo?
  • 2 Se dall’estratto di ruolo risultano delle cartelle mai ricevute
  • 3 Se la cartella di pagamento non è mai stata consegnata al destinatario
  • 4 Cosa fare per impugnare l’estratto di ruolo?
  • 5 L’estratto di ruolo fa prova?

Cos’è e a che serve l’estratto di ruolo?

Ci sono tante cose da dire e da sapere quando si parla di estratto di ruolo delle cartelle esattoriali. Sono sicuro che già sai che l’estratto non è altro che un elenco in cui viene dettagliata la tua posizione debitoria con l’Agenzia Entrate Riscossione, in cui vengono elencate le cartelle già notificate, i relativi numeri, gli importi, le causali (ossia le imposte o le sanzioni per le quali sono state spedite), la data di consegna da parte del postino. Da questa lista, che puoi richiede sia allo sportello che in via telematica, collegandoti al sito di Agenzia Entrate Riscossione, ti puoi fare un’idea di quelli che sono i tuoi debiti maturati e non corrisposti.

Se dall’estratto di ruolo risultano delle cartelle mai ricevute

Capita diverse volte che, dall’estratto di ruolo, risulti riportata una cartella esattoriale ma non è indicata la relativa data di notifica (in tali casi, in corrispondenza della colonna relativa alla data di notifica, viene riportato di solito lo “zero”). In una ipotesi del genere, è verosimile pensare che la notifica della cartella non sia mai avvenuta o che sia  avvenuta in modo irregolare, per cui il contribuente non ne ha preso visione. Ciò significa che il contribuente può impugnare l’estratto di ruolo in quanto primo atto con cui ha preso conoscenza di un debito non comunicatogli prima. Lo deve fare entro 60 giorni dal momento in cui l’estratto gli è stato consegnato. Lo scopo di tale impugnazione è far cancellare, dalla posizione del cittadino, il debito relativo alla cartella esattoriale non notificata.

Se la cartella di pagamento non è mai stata consegnata al destinatario

La cartella di pagamento è quasi sempre il primo atto impositivo notificato al contribuente. La sua omessa/irregolare notifica comporta quindi una lesione dei diritti del debitore, che, a causa di ciò, può ricevere subito il pignoramento.

Il contribuente può ricorrere contro la cartella di pagamento non appena ne viene a conoscenza; ma se di essa ha conoscenza solo tramite l’estratto di ruolo consegnato dal funzionario di Agenzia delle Entrate-Riscossione può impugnare quest’atto .

Se infatti di norma l’estratto di ruolo non è impugnabile, essendo un documento riportante i dati indicati nelle iscrizioni a ruolo, quando invece è da questo che il contribuente prende visione di notifiche mai ricevute lo può contestare.

Il contribuente può quindi ricorrere contro la cartella di pagamento indicata nell’estratto di ruolo.

È necessario, in primis, che la cartella di pagamento sia stata notificata in maniera irregolare, o, caso più raro, non sia stata proprio notificata.

Deve trattarsi di un vizio di notifica tale da aver cagionato la mancata contezza della pretesa: esempi pertinenti, a livello generale, possono consistere nell’indebito utilizzo della procedura per gli irreperibili a causa di un errore dell’agente notificatore o del postino a seguito di mutamento di residenza, o di consegna dell’atto a persona non riconducibile al contribuente.

Restano dunque fuori le irregolarità che non hanno comportato l’impossibilità, per il contribuente, di prendere visione dell’atto.

Cosa fare per impugnare l’estratto di ruolo?

Tuttavia, prima di questo passo, è consigliabile presentare una domanda di accesso agli atti amministrativi per verificare se l’esattore è in possesso o meno di documenti che dimostrino il contrario, ossia che la raccomandata è stata consegnata. Alla richiesta l’ufficio deve rispondere producendo gli originali dei verbali di notifica (cosiddette «relative di notifica») o degli avvisi di ricevimento delle raccomandate (in caso di notifica tramite posta). La risposta all’istanza va data entro 30 giorni, sicché il contribuente ha tutto il tempo poi per decidere se fare ricorso. In ogni caso, la presentazione della domanda di accesso agli atti non interrompe i termini per l’impugnazione (risultato: meglio prepararsi da subito alla “guerra” insieme al proprio avvocato o commercialista).

L’estratto di ruolo fa prova?

Immaginiamo di presentare così opposizione contro le cartelle esattoriali mai ricevute e di cui abbiamo avuto contezza solo chiedendo una copia dell’estratto di ruolo. A questo punto l’agente della riscossione, se vuole dimostrare di aver regolarmente proceduto alla notifica, deve depositare gli avvisi di ricevimento delle raccomandate o le relate di notifica compilati quando il postino o l’ufficiale giudiziario si è recato a casa del contribuente per consegnargli l’atto. Insieme a tali documenti di norma allega anche l’estratto di ruolo. A questo punto ci si è chiesto che valore possa avere l’estratto di ruolo, atteso che si tratta di una stampa “a uso interno” all’amministrazione, una riproduzione dei dati contenuti negli archivi dell’esattore che però è parte in causa e che quindi potrebbe avere tutto l’interessa anche a “falsificare” tali dati pur di vincere la causa.

Ebbene, le cose stanno così. L’estratto di ruolo non vale a dimostrare la notifica della cartella di pagamento. Di ciò è prova solo la relata di notifica o l’avviso di ricevimento della raccomandata. Senza tali documenti, quindi, il fisco non può vincere la causa e, dinanzi alla contestazione del contribuente, la cartella è nulla perché mai consegnata al suo destinatario.

Ma l’estratto del ruolo è sufficiente a provare l’entità e la natura del credito azionato dall’agente della riscossione; esso è infatti una «riproduzione fedele ed integrale degli elementi essenziali contenuti nella cartella esattoriale». In definitiva l’estratto di ruolo costituisce quindi piena prova sia dell’importo del debito (la sua entità), che la natura dello stesso (ossia a che tipo di tassa o sanzione si riferisce la cartella ivi riportata); e ciò anche ai fini della verifica della natura tributaria o meno del credito azionato per accertare presso quale giudice presentare il ricorso.

Quindi, se è vero che l’estratto di ruolo da solo non è sufficiente a dimostrare che la cartella di pagamento è stata consegnata al contribuente, accompagnato però dalle prove della notifica (relate e cartoline) esso consente al fisco di spuntarla.

 

 

 

INFO: 3421627817

 

 

fonte:legge per tutti